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Giovanni Costa

Sant’ Agata

La Festa

May 24, 2011

Sant' Agata

Sant’ Agata e’ la Santa Patrona di Catania, una Santa tanto amata che induce l’ intera popolazione catanese a festeggiarLa per quasi un mese.
Da metà Gennaio fino all’ottava del 12 Febbraio infatti ,si susseguono per tutta la città manifestazioni di gioia e di preghiera.Il culmine di questi festeggiamenti va dal 3 al 5 Febbraio, quando i cittadini si riversano a migliaia per le strade e al grido di “ Cittadini Viva Sant’ Agata” accompagnano in processione la Patrona per piu’ di 72 ore.
E’ il momento in cui l’ intera citta’ vestita in festa rivive una tradizione secolare.

Ogni anno partecipare I Catanesialla festa è un’emozione grandissima.
Un momento di riunione di parenti e amici in un tripudio di piatti tipici Catanesi e di mille dolcetti.
Tutte le case sono illuminate e festanti; i balconi sono adornati con fiori freschi e l’ effigie della Santa. I locali pubblici sono strapieni sia di giorno che di notte.
Le vetrine dei bar sono addobbate con mille leccornie e con artistici modelli delle “Candelore”.
Per le strade si susseguono ininterrottamente bancarelle con torrone, calia, e barbecue mobili per arrostire carne di cavallo e salsiccia. Sono tre giorni di culto, di devozione, di folclore, di tradizioni che non hanno riscontro nel mondo. Soltanto la Settimana Santa di Siviglia in Spagna e la festa del Corpus Domini a Guzco in Perù possono paragonarsi, quanto a popolarità, ai festeggiamenti Agatini, da cinque secoli sempre uguali.
Per tre giorni la gente sciama nelle vie e nelle piazze.
Devoti o curiosi si contano a centinaia e centinaia di migliaia,quest’ ultimo anno si e’ arrivati al milione di presenze.

La prima giornata, il 3 Febbraio , inizia con la lunga e solenne processione del mezzogiorno per l’Offerta della cera, a cui partecipano le più alte autorità cittadine civili, religiose e militari con i gonfaloni del Comune, della Provincia e dell’Università. Dalla Chiesa di Sant’Agata alla Fornace alla Basilica Cattedrale la processione “taglia” due ali di folla incredibile.

Chiudono le undici candelore, espressioni delle corporazioni dei mestieri cittadinIe e le due carrozze del Senato catanese.
La seconda parte di questa prima giornata di festa si conclude in serata, in piazza del Duomo, davanti alla Cattedrale, con un concerto di canti dedicati a sant’Agata, eseguiti da corali cittadine.
Davanti ad una folla festante questo rappresenta un momento di omaggio alla vergine catanese.

Alla fine del concerto ha luogo un grandioso spettacolo piromusicale che per durata e bellezza non ha eguali.. I fuochi artificiali durante la festa di sant’Agata, oltre a esprimere la grande gioia dei fedeli, assumono un significato particolare, perché ricordano che la patrona, martirizzata sulla brace, vigila sempre sul fuoco dell’Etna e di tutti gli incendi.

Poche ore dopo questo primo giorno di festa, siamo gia’all’ alba del 4 Febbraio, i Catanesi si riuniscono nella cattedrale per il primo incontro con la Santa. I devoti di S. Agata indossano un particolare costume, il “sacco”: una tunica bianca legata in vita da un cordone, un copricapo nero (la “scuzzetta”), un paio di guanti ed un fazzoletto entrambi bianchi. Sull’origine del “sacco” sono state avanzate nel corso dei secoli numerose ipotesi, alcune delle quali molto fantasiose.

Infatti il “sacco” non rappresenta né la tunica bianca che indossavano i sacerdoti della Dea Iside, come ritenuto da alcuni, né la camicia da notte indossata dai catanesi la notte del 17 agosto 1126, durante la quale le Reliquie della Santa furono riportate a Catania da Costantinopoli.
Con maggiore probabilità il “sacco” è un saio penitenziale, in cui il colore bianco della tunica rappresenta la purezza, il copricapo scuro simboleggia il capo cosparso di cenere in segno di umiltà e sottomissione, i guanti bianchi sono un segno di rispetto per la purezza della Santa, il cordone rappresenta la castità e il fazzoletto è un simbolo dell’esultanza con la quale la Santa viene accolta dai fedeli.

Sia fuori che dentro la Cattedrale La ressa è inimmaginabile, questo è forse il momento più emotivo e toccante della festa. il mezzobusto contenente le reliquie lascia la camera blindata nella quale e’ custodito e viene portato sull’altare maggiore ed ha inizio la messa detta dell’Aurora.
Alla fine della messa Il busto reliquiario, coperto di gioielli donati da re ed imperatori passa tra battimani e sventolii di fazzoletti per arrivare sul fercolo.

Uno dei momenti più intensi e caratteristici della festa è proprio questo, tutti i devoti vestiti di bianco, sono circa 700 , che portano il fercolo, tirato grazie a due cordoni lunghissimi in giro per la citta’. Uno spettacolo a dir poco unico che commuove proprio tutti .

In questa giornata la Santa passerà nei luoghi più cari ai catanesi, luoghi del culto, perché tra queste mura antiche Sant’Agata subì il carcere e il martirio, e dove, dopo atroci sofferenze, morì. Le migliaia di devoti tirano di corsa il pesante fercolo per tutta la salita dei Cappuccini, fermandosi a metà per fare omaggio al Sacro Carcere.

La sera il percorso nella Catania più antica e popolare. A notte fonda grandi fuochi di artificio accompagnano il rientro in cattedrale del fercolo.

Il terzo giorno, al tramonto la Patrona inizia il giro per il centro di Catania, il fercolo procede con molta lentezza, come se i devoti non volessero far rientrare la Santa troppo presto. Per via Etnea, il “salotto “ di Catania, le 11 candelore aprono la processione, davanti ad un migliaio circa di devoti che tirano la “vara”.
Le grida che inneggiano alla Santa riecheggiano per la via “cittadini semu tutti devoti tutti…?..cettu!! cettu!! Viva San Agata”.

L’atmosfera diventa magica la devozione, la preghiera di tutti ti coinvolge e ti avvolge in un momento di assoluta intimità.
Migliaia di persone circondano la Santa porgendogli offerte di ogni tipo.
Centinaia di devoti portano in spalla pesantissimi ceri accesi che illuminano la notte, come voto alla Santa.

Verso la fine la processione scende, lungo la via Etnea, verso la cattedrale fino ai Quattro canti dove gira a destra per effettuare di corsa a “cchianata ‘i Sangiulianu”.
Questo è il momento topico dal punto di vista spettacolare. Il fercolo trainato di corsa dai cittadini raggiunge la sommità della salita fra due ali di folla plaudente. Per via dei Crociferi, la più bella strada barocca di Catania, il fercolo si avvia verso la cattedrale.

Viene effettuata l’ultima sosta davanti al convento delle suore di clausura benedettine che, da dietro le grate del loro monastero, intonano dei canti a Sant’Agata.
Quindi, quando il sole sta per sorgere (o, più spesso, quando è già sorto da molte ore), Sant’Agata fa rientro in cattedrale salutata da un nutrito spettacolo pirotecnico. nel 2011 è stato registrato il record di durata dei festeggiamenti.
Il busto della Santa è rientrato in Cattedrale alle 12.45 circa del 6 febbraio, con largo ritardo rispetto alle previsioni.
Inoltre per motivi di sicurezza e per la prima volta nella storia il busto è stato posizionato sopra una cattedra all’interno del sacello, anziché nella sua cappella, in occasione di una messa straordinaria.

Ho voluto, con i miei scatti, far rivivere non solo la festa in se, ma l’emozione, il calore e la devozione riflessa negli sguardi dei Catanesi.



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